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Archivio Editoriali - 12 Marzo 2022
a cura di Fiorenzo Pampolini

BATTIATO E LA VOCE DEL PADRONE.40 ANNI FA IL SUCCESSO DEL NUOVO ALBUM ED UN LP DI MILVA CON LE CANZONI DEL MAESTRO CATANESE.

Cari amici, 40 anni fa, nel mese di marzo 1982, ai primi posti della classifica degli album più venduti c’era Franco Battiato con “La voce del padrone”. Il 33 giri era uscito negli ultimi mesi dell’anno precedente, e il singolo “Bandiera bianca” era stato presentato alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia ed anche nella rubrica televisiva “Disco ring”.

Non c’è dubbio che il percorso artistico di Franco Battiato, da quando sbarcò 18enne, a Milano dalla nativa Catania, fino al travolgente successo dei primi anni ’80 (nel 1982 Battiato ha 34 anni), rivela come minimo un’inquietudine, una curiosità assolutamente rare, per non dire uniche, tra i divi della canzone italiana. Cominciò con cose tipo cabaret e, subito dopo, tipo cantautore, più che altro per sbarcare il lunario.

Ma nel 1972, con il primo album intitolato “Fetus”, era già immerso in un clima di sperimentazione. Nastri registrati con voci di bambini di un asilo o con le voci degli astronauti di Apollo 11 si intrecciano a squarci di pop e rock, a citazioni classiche.

Battiato continuò a lavorare su questo versante fino al quinto album registrato per l’etichetta Bla bla: “M.elle le gladiator” (1975). Prima aveva fatto “Pollution” (1973), “Sulle corde di Aries” (1973), “Clic” (1974). Aveva portato il suo gruppo, che si chiamava Pollution, ai festival giovanili e in rassegne leggere di massa, ottenendo consensi piuttosto tribolati. Tra il 1975 e il ’77, Battiato frequentò addirittura la “corte” di Karlheinz Stockhausen, e ne tornò deciso a comporre musica esclusivamente di ricerca, musica d’élite. Ed infatti incise tre album in questo senso tra il 1977 e il 1978 per la Ricordi.

Con “L’era del cinghiale bianco” (1979) e poi con “Patriots” (1980) e “La voce del padrone” (1981), tutti realizzati per la EMI, arriva la svolta popolare di Battiato. Scrive musiche e testi, arrangia le canzoni con Giusto Pio (1926-2017), violinista e compositore stanco dell’ambiente classico. La ditta Battiato-Pio vince il Festival di Sanremo del 1981 con “Per Elisa” affidata alla voce di Alice. Il 2 febbraio 1982, durante un concerto affollatissimo al Palalido di Milano, Battiato riceve il “disco d’oro”.

Battiato canta i suoi versi, allusivi e ineffabili, ma qua e là predicatori, con voce da fine dicitore. Battiato è rassicurante, in questa sua cornice colta e abbastanza distensiva lancia messaggi ai nostalgici della morale.

E un altro capolavoro di Battiato di 40 anni fa, è un disco realizzato da Milva, dal titolo “Milva e dintorni” su etichetta Ricordi: nove canzoni scritte da Battiato per la voce passionale e sognante della pantera di Goro. Almeno due pezzi eccezionali nella raccolta: “Alexander Platz” e “L’aeroplano”. È l’ultima fatica di Battiato, presente oltre che nella nostra Hit Parade, anche in una classifica pop in Francia con l’edizione francese a 45 giri di “Centro di gravità permanente”.

C’è anche il già citato Giusto Pio tra i musicisti che hanno lavorato alla realizzazione dell’album di Milva. Violinista nell’orchestra sinfonica della RAI di Milano, compositore di estrazione colta, è stato uno dei maestri di Battiato e dal 1978, anno della registrazione di “Jukebox”, collabora strettamente alla realizzazione delle sue opere. Di Giusto Pio, prodotto da Battiato, è annunciata l’uscita del 45 giri “Legione straniera”.

Ma vediamo per chiudere le tracce dei due album di 40 anni fa. “La voce del padrone” contiene “Summer on a solitary beach”, “Bandiera bianca”, “Gli uccelli”, “Cuccurrucucu”, “Segnali di vita”, “Centro di gravità permanente”, “Sentimiento nuevo”.

In un referendum promosso da “Musica e dischi”, “La voce del padrone” è stato valutato come il secondo miglior album italiano di musica leggera degli anni ’80, superato solamente da “Creuza de ma” di Fabrizio De André, Anche la rivista “Rolling Stone Italia” ha collocato l’album alla posizione numero 2 nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre (al primo posto c’è “Bollicine” di Vasco Rossi).

Le 9 tracce dell’album di Milva, tutte firmate da Battiato e Pio, sono “Alexander Platz”, “L’aeroplano”, “Poggibonsi”, “Non sono Butterfly”, “Tempi moderni”, “A cosa pensi”, “Le donne”, “La passione secondo Milva”, “In silenzio”.

La nota di questa settimana, relativa alla loro produzione discografica di 40 anni fa, è stata l’occasione per ricordare due grandi della canzone italiana come Franco Battiato e Milva, che ci hanno lasciato entrambi nel 2021, rispettivamente il 18 maggio e il 23 aprile.

 

La foto della settimana

1982: Franco Battiato e Giusto Pio. 1983: Milva, sulla copertina di un singolo tratto dall’album “Milano e dintorni” del 1982 (foto da Google Immagini).