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Per molti
versi, gli anni del 45 giri sono stati anche gli anni del juke box. Anche se, ad
onor del vero, queste splendide macchine sono nate verso la fine degli anni '20
per merito delle aziende delle quali riportiamo in alto i marchi ed anzi, per i
collezionisti del juke box, i pezzi più pregiati sono proprio quelli costruiti
fra gli anni '30 e '40 che utilizzavano i dischi a 78 giri.
Il juke box scopre il 45 giri all'inizio degli anni '50, periodo nel quale
convivevano sia le macchine che impiegavano il 78 giri, sia quelle che si
dedicavano al nuovo disco. La Seeburg è la prima a scommettere sul 45 giri e
nell'ottobre del 1950 nasce l' M100B, il primo juke box funzionante con i
microsolco a 45 giri. Gia nella metà degli anni '50 molti juke box utilizzano la
tecnologia stereofonica, in notevole anticipo sui dischi che per molti anni
ancora, invece, saranno solo monofonici. Il juke box è diffusissimo ed è un
successo mondiale. Non esiste bar degno di tale nome che non ne abbia
installato uno. Fra il 1950 ed il 1965 vengono costruite le più belle macchine
del dopoguerra. La meccanica a vista affascina gli utilizzatori tanto quanto
l'ascolto del disco preferito. In Italia gli stabilimenti balneari sono invasi
da queste macchine che per tutta l'estate funzionano ininterrottamente per la
gioia di molti e la disperazione di pochi. Nasce addirittura una manifestazione
popolarissima (il Festivalbar) che farà proprio del juke box lo strumento
principale per decretare la canzone più gettonata e quindi più gradita di tutta
l'estate canora. Il juke box degli anni '70 è completamente diverso da quello
del decennio precedente. La meccanica non risulta più visibile ed il designer
appare notevolmente semplificato. La fine del 45 giri causa indirettamente anche
il declino di queste affascinanti macchine, superate dai nuovi modi di ascoltare
e diffondere la musica. La Rock-Ola e la Wurlitzer hanno, comunque, continuato a
produrre juke box inserendovi la moderna tecnologia digitale fornita dal CD, e
per taluni modelli hanno riesumato anche il designer dei loro apparecchi più
famosi ma con risultati contrastanti a riguardo della loro diffusione. Il juke
box ha, però, ancora una carta da giocare ed è quella del collezionismo. Se è
sempre più difficile trovare queste macchine nei locali pubblici è tutt'altro
che infrequente trovarle nelle case, anche grazie all'opera di persone come il
nostro amico Claudio Tosato, per noi un vero e proprio
Re del Juke Box.
Cliccando sui loghi potrete
ammirare alcuni dei juke box prodotti da queste Aziende che hanno contribuito
alla nascita di un mito.




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