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L'Editoriale della settimana
a cura di Fiorenzo Pampolini

NOVEMBRE 1967: CINQUE ANNI DI BEATLES E GLI UTLIMI SINGOLI DEI COMPLESSI ITALIANI

Cari amici, nell’autunno di 50 anni fa si festeggiano i 5 anni dell’inizio dell’avventura di cinque ragazzi di Liverpool, i Beatles.

Esattamente cinque anni prima, infatti, un complesso sconosciuto fece la sua prima apparizione nelle classifiche di vendita inglesi piazzandosi al quarantonovesimo posto con un disco intitolato “Love me do”.

Dal 1962 al 1967, i Beatles e i loro dischi sono diventati qualcosa di leggendario. Una rivista specializzata inglese ha festeggiato il quinto compleanno discografico del quartetto pubblicando una tabella di tutti i dischi incisi dai Beatles con le relative posizioni raggiunte nelle classifiche. Nemmeno i quattro baronetti, probabilmente, conoscono l’esatta quantità di dischi venduti; secondo alcuni calcoli, però, la cifra si aggira intorno ai 200 milioni di copie, un record mondiale quasi impossibile da battere.

In Inghilterra, dal 1962 al 1967, sono usciti diciassette 45 giri dei Beatles, dei quali ben 12 sono arrivati al primo posto delle classifiche. Il record di durata è detenuto da “She loves you”, rimasto in classifica per 33 settimane, di cui 6 al primo posto.

Negli Stati Uniti, sono stati pubblicati 37 singoli dei Beatles; di essi, 16 hanno raggiunto il primo posto nelle vendite. “I want to hold your hand”, il primo disco del complesso uscito in America, è quello che è rimasto più a lungo nelle classifiche: 19 settimane, di cui 8 al primo posto.

Per quanto riguarda i long-playing, in Inghilterra sono stati messi in vendita nove 33 giri, il primo dei quali “Please please me”, uscito nel marzo del 1963, costituisce un record assoluto nella storia della musica leggera internazionale: è rimasto in classifica per 70 settimane, di cui 30 al primo posto. Anche il secondo LP dei quattro di Liverpool, “With the Beatles”, ha avuto un successo strepitoso: 50 settimane in classifica, di cui 21 al primo posto.

Il momento migliore nella storia discografica dei Beatles, si ebbe nell’aprile del 1964, quando i loro dischi occupavano contemporaneamente il primo e il secondo posto nelle classifiche inglesi dei 45 e dei 33 giri, il primo, il terzo e il quarto posto nelle classifiche americane dei 33 giri, e il primo, secondo, terzo, quarto, quinto, ventottesimo, trentaduesimo e quarantesimo posto nelle graduatorie americane dei 45 giri.

Ora, sta per uscire il loro nuovo 45 giri. Il 24 novembre 1967, nei negozi di dischi inglesi, arriva infatti “Hello Good Bye”, scritta da Lennon e Mc Cartney. Sul lato B c’è “I am the Walrus”, tratta dalla colonna sonora di “Magical Mistery Tours”, lo show televisivo che i Beatles stanno finendo di registrare e che andrà in onda in Inghilterra e negli Stati Uniti la sera di Natale.

I complessi italiani non stanno a guardare e proprio in questo periodo escono i 45 giri di alcuni di loro. Ci si sta ormai orientando verso il filone dei “figli dei fiori”, ecco dunque i Rokes che pubblicano su etichetta ARC “Cercate di abbracciare tutto il mondo come noi”, i Nomadi (etichetta Columbia) con “Un figlio dei fiori non pensa al domani”, versione italiana di “Death of a clown”, il cavallo di battaglia del cantante dei Kinks, Dave Davies.

Altrettanto floreale lo stile dei Camaleonti, i quali si sono accapparrati (45 giri CBS) “L’ora dell’amore”, versione italiana di “Hamburg”, la canzone che i Procol Harum hanno lanciato recentemente in tutto il mondo di rincalzo a “A whiter shade of pale”, al primo posto della Hit Parade. Meno floreali, ma felici nella scelta dell’orchestrazione, I Corvi che presentano (45 giri Ariston) “Quando quell’uomo ritornerà”, un pezzo sulla linea misticheggiante lanciata anni fa da Gilbert Bécaud e ripresa con qualche successo da vari complessi anche in passato.

Intanto, il gossip dell’epoca si occupa di una nuova storia d’amore. Maurizio, il cantante solista degli ex New Dada, dopo aver trascorso una buona parte dell’estate lavorando insieme a Françoise Hardy, si è innamorato della cantante. Corre a Parigi non appena ha qualche giorno libero, spende cifre astronomiche in telefonate internazionali, scrive addirittura lunghissime lettere e poesie in francese a Françoise. Lei, per ora, fa finta di non saperne niente.

Ed anche per oggi è tutto.
Appuntamento a sabato prossimo

 

Pieretto