IL PIU' GRANDE SITO ITALIANO DEDICATO AL 45 GIRI

 

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BREVI CENNI STORICI SUL 45 GIRI E SULL'INCISIONE DISCOGRAFICA IN
ITALIA.


Verso la fine degli anni '50, fa' il suo debutto sul mercato discografico italiano il 45 giri.
Il progetto "45 giri" viene sviluppato alla fine degli anni '40 dalla casa discografica RCA Victor che per prima credette nel piccolo supporto (mentre è alla Columbia che si deve la creazione del primo 33 giri). Questo disco, destinato in breve tempo a sostituire il vecchio e fragile 78 giri anche a causa della difficoltà degli USA di approvvigionarsi di ceralacca durante il periodo bellico, oltre alla resistenza ed alla maggiore maneggevolezza, rispetto al suo predecessore godrà successivamente anche di una novità: la copertina. Se, infatti, fino ad allora i dischi erano venduti in buste con un foro centrale attraverso il quale si poteva leggere l'etichetta con il titolo dei brani ed il nome dell'interprete, con l'avvento del 45 giri, almeno in Italia, la "busta" perde il suo foro centrale ed acquista una veste grafica più curata. Le prime copertine raffigurano per lo più l'interprete del disco e riportano stampati i titoli dei brani. Addirittura la stessa foto viene utilizzata anche per più 45 giri. Un esempio di ciò lo possiamo trovare nelle emissioni Carisch di Peppino Di Capri dei primi anni '60. Con molta probabilità la causa del fenomeno è da ricercare nell'elevatissima produzione di singoli dell'artista che nell'arco di pochissimi anni ha inciso un numero impressionante di 45 giri.
Tuttavia, con il passare degli anni le copertine diventano sempre più elaborate e colorate. A tal proposito ricordiamo gli splendidi disegni realizzati per le copertine dei Nomadi dal compianto Augusto Daolio.
Gli anni '60 ed i primi anni '70 sono quelli del boom per il mercato del 45 giri che venderà milioni di copie. La diffusione del juke box, ma soprattutto la nascita del "mangiadischi", economico e pratico "lettore" di 45 giri, contribuisce a questo boom. Ed in un'epoca dove l'HI-FI era ancora un qualcosa relegato ad un elitario mercato di nicchia, ai più il piccolo mangiadischi dal suono metallico e assolutamente LOW-FI andava più che bene per ascoltare il disco preferito, magari all'aperto ed in compagnia di tanti amici. Il 45 giri era, quindi, il formato discografico più diffuso di quegli anni, ma non era il solo. C'era anche il 33 giri, la cui diffusione era però piuttosto limitata in considerazione del costo d'acquisto logicamente superiore e dalla necessità di possedere una "fonovaligia" che permettesse il suo ascolto, vista l'impossibilità di inserirlo nel mangiadischi. Fra il classico 45 giri con due brani ed il 33 giri si inserirono, per un certo periodo (fine anni '50-inizio anni '60), gli "extended play": 45 giri a lunga durata che contenevano 4 brani (2 per lato).
Gli anni '60 rappresentano anche il boom della nostra industria discografica. Le etichette nascono come i funghi. Ai colossi RCA, CGD, Ricordi, Emi, Fonit-Cetra, Philips si affiancano label minori, ma che riescono ugualmente a mettere in catalogo grandi successi: basti ricordare la Carisch che per prima distribuì in italia i dischi dei Beatles, e curò tutta l'enorme produzione di Peppino Di Capri degli anni '60, la Blubell (es. New Dada, Carmen Villani), la Jolly (es. Adriano Celentano fino alla fondazione dell'etichetta Clan), la Ariston (es. Mario Guarnera, Mino Reitano, Ornella Vanoni dopo il divorzio dalla Ricordi), la Durium (es. Little Tony, Wess), la Vedette (es. Pooh, Doors), la Italdisc (es. Mina fino al suo passaggio alla Ri-Fi) ecc.
Ma il tempo corre veloce e già a metà degli anni '70 il 45 giri comincia a perdere quote di mercato in favore del Long Playng. Una spallata al singolo viene data dai cosiddetti "cantautori" che sempre meno si riconoscono nel disco a 45 giri ritenendolo un supporto non adatto (soprattutto per motivi di durata) alla loro produzione. In questo periodo le copertine del 45 giri, per la maggior parte delle volte, riproducono in piccolo quella del 33 giri, quasi a voler ridurre il singolo a disco promozionale per il lancio dell'LP.
Poi la crisi o la scomparsa delle manifestazioni storiche (Sanremo, Cantagiro, Un disco per l'estate ecc.) che rappresentavano per il singolo il momento di maggiore diffusione, contribuisce al tramonto del 45 giri. Con i primi anni '90 cessa la distribuzione del piccolo supporto, ma non la sua produzione che continuerà fino al 2002 per il solo circuito dei juke box, anno in cui anche queste gloriose macchine nella loro versione a 45 giri escono di scena sostituite dalla loro versione a CD. Tornando agli anni '80, la musica si ascolta principalmente su vinile a 33 giri e quando tutto sembra essersi stabilizzato, ecco che all'orizzonte compare la registrazione digitale su Compact Disc che nel giro di qualche anno decreterà anche la scomparsa dell'LP. La nascita del CD se da una parte offre un supporto che finalmente non patisce i segni del tempo (anche se non sempre è vero) e sembra notevolmente più pratico del vecchio vinile, dall'altra accusa, come sostengono i cultori dell'incisione su vinile, una timbrica sonora metallica e poco "corposa" e soprattutto presta il fianco alla facile ed economica duplicazione ed al dilagare della piaga della pirateria, prima relegata ad una scadente musicassetta il cui ascolto era improponibile.
Probabilmente se le case discografiche avessero intuito l'estrema semplicità di duplicare un CD (senza alcuna perdita apprezzabile per la resa sonora), rispetto alla pratica impossibilità di duplicare un'incisione su vinile (al massimo si poteva registrare su nastro, ma la cosa non era esattamente le stessa), forse non avrebbero decretato in tutta fretta la morte del disco tradizionale, che poi per molte di loro è coincisa con la scomparsa dal mercato, assorbite dalle varie Major.
Ma oggi è addirittura il supporto fonografico inteso come tale ad essere minacciato. La crisi del mercato discografico è dilagante i CD venduti sono sempre meno. Non serve più avere materialmente il disco per ascoltare musica, basta collegarsi ad Internet e scaricare (più o meno legalmente) da siti appositamente creati per questo scopo il brano desiderato in formato MP3 per poi riprodurlo direttamente sul PC o attraverso minuscoli lettori MP3 con piccole ma capienti schede di memoria.
Come si può intuire anche nel campo della discografia nulla si ferma e tutto è in continua e rapida evoluzione, ed il disco in vinile che appena 10 anni fa' era l'oggetto più diffuso fra chi amava ascoltare della musica, ora viene visto come qualcosa di estremamente lontano.
Oggi il disco in vinile che sia esso a 33 o 45 giri, proprio come è accaduto per il juke box con il quale ha condiviso tutta la sua vita, è divenuto oggetto di collezionismo ed in alcune sue emissioni più rare le quotazioni hanno assunto cifre da capogiro, ma questo è un argomento che a noi interessa poco in quanto chi ha voluto realizzare questo sito lo ha fatto unicamente perché a suo modestissimo giustizio quello in vinile rimane il solo, vero ed insostituibile "disco".

M. Di Meglio per 45mania - Gennaio 2003



 
 

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