COVER CHE PASSIONE (In italiano
è meglio)
Un
fenomeno particolarmente diffuso negli anni Sessanta fu quello delle
cosiddette “cover”. Nonostante un esercito di compositori e parolieri
fossero sempre pronti a sfornare nuove canzoni per i tanti interpreti
dell’epoca, e nonostante l’avvento di numerosi cantautori che
interpretavano soltanto brani da essi stessi composti, si ricorreva
molto frequentemente a produzioni straniere (in modo particolare inglesi
e americane) per le quali il paroliere italiano non si limitava a
tradurne il testo, ma in qualche caso anche a stravolgerne il
significato.
Uno
dei primi ad attingere al repertorio internazionale fu Adriano Celentano,
che nel 1962 fece il suo ingresso in Hit Parade con due successi come
Pregherò (ovvero Stand by me) e Stai lontana da me
(cover di Tower of strenght), canzone vincitrice della prima
edizione del Cantagiro. L’anno successivo, i due 45 giri più venduti in
Italia sono Cuore (Heart! Ihear you beating) e Quelli
della mia età (Tous les garçons et les filles) di Françoise
Hardy e Catherine Spaak, mentre la canzone Things, che in
italiano diventa Baci, porta in Hit Parade Remo Germani. Nel
1964, arriva dall’estero la parte musicale di alcune famose canzoni di
Mina e Adriano Celentano, come Città vuota (It’s a lonely town), E’
l’uomo per me (He walks like a man) e Il
problema più importante (If you gotta make a fool of somebody).
Il
fenomeno delle cover era per lo più limitato alla traduzione di pezzi
portati al successo da interpreti poco conosciuti nel nostro Paese,
mentre assai più raro era il ricorso alla traduzione nella nostra lingua
di canzoni lanciate da interpreti di chiara fama internazionale come
Elvis Presley o i Beatles. Per questi ultimi, si ricorda comunque la
versione italiana di Obladì obladà incisa dai Ribelli.
Per
quanto riguarda le gare canore, non c’era possibilità di attingere alla
produzione straniera per il Festival di Sanremo, per “Un disco per
l’estate” e per la fase finale di “Canzonissima”. In questi tre casi, il
regolamento prevedeva infatti la partecipazione di sole canzoni inedite
di autori italiani. Diverso il discorso invece per le altre competizioni
canore più famose del periodo come Festivalbar e Cantagiro, che
costituivano una vetrina della produzione discografica estiva,
indipendentemente dagli autori.
E
proprio il Cantagiro lanciò sempre un buon numero di “cover”. L’edizione
del 1968 per esempio raggiunse il record di pezzi stranieri tradotti in
italiano sia tra i big (girone A) che tra i giovani (girone B). La
stessa vincitrice Caterina Caselli trionfa con un brano di Mc Williams,
The days of Pearly Spencer, che in italiano diventa Il volto
della vita. Ma sono cover anche Io per lei dei Camaleonti,
La nostra favola di Jimmy Fontana, Ho difeso il mio amore dei
Nomadi, Congratulations di Mario Guarnera, Lascia l’ultimo
ballo per me dei Rokes, La felicità di Bruno Filippini, Il
mondo è grigio, il mondo è blù di Nicola Di Bari. Mentre nel girone
B, sono di autori stranieri (ma con nuove parole in italiano) i pezzi di
Kim Arena, Mal, The Honeybeats, i Ricchi e Poveri.
C’erano poi alcuni complessi o cantanti solisti la cui produzione era
quasi esclusivamente fatta di cover, è il caso per esempio dei Corvi, in
gara al Cantagiro 1966 con Un ragazzo di strada (I ain’t no
miracle worker dei Brogues) che abbiamo piacevolmente riascoltato
lunedì scorso a X Factor nella scatenata versione del gruppo “The
Bastard Songs of Dioniso”. Un altro grande successo dei Corvi fu nel
1967 Sospesa a un filo (ovvero I had too much to dream
degli Electric Prunes).
E a
proposito di 1967, la prima canzone regina della Hit Parade radiofonica
(la cui prima puntata andò in onda venerdì 6 gennaio) fu proprio una
cover, ovvero Bang bang di Sonny and Cher portata al successo in
italiano da Dalida e dall’Equipe 84.
Con
il declino del 45 giri, e una produzione discografica più misurata e
ponderata, ed anche per una maggior diffusione della lingua inglese nel
nostro Paese, le “cover” si ridimensionarono notevolmente fin quasi a
sparire, e le canzoni di produzione internazionale furono proposte
sempre di più nella loro versione originale.
E
per finire questa nostra chiacchierata settimanale, non possiamo fare a
meno di inviare un ultimo grande applauso a Mino Reitano. Di questo
protagonista della canzone italiana che si mise in luce nella seconda
metà degli anni Sessanta, ci limitiamo qui a ricordare le sue tantissime
partecipazioni ai numerosi eventi canori del periodo.
1965: Partecipa al Festival di Castrocaro (It’s
over)
1967: Sanremo (Non prego per me, una delle prime canzoni di
Mogol e Battisti)
Cantagiro, girone B (Quando cerco
una donna)
1968: Cantagiro, girone B (Avevo un cuore che
ti amava tanto)
1969: Sanremo (Meglio una sera piangere da
solo)
Cantagiro, girone A (Daradan)
Festivalbar (con la stessa canzone del Cantagiro)
Canzonissima (Gente di Fiumara)
1970: Un disco per l’estate (Cento colpi alla tua porta, decimo
posto in finale)
Canzonissima (in finale con l’inedita
Una ferita in fondo al cuore)
1971: Un disco per l’estate (vince con Era il
tempo delle more)
Festivalbar
(con la stessa canzone di Un disco per l’estate)
Mostra di Venezia (Apri le tue
braccia e abbraccia il mondo)
Canzonissima (in finale con l’inedita
Ciao vita mia)
1972: Un disco per l’estate (Stasera non si ride e non si balla,
ottavo posto in finale)
Cantagiro (ospite tra i big)
Mostra di Venezia (L’amore è un
aquilone)
Canzonissima (in finale con l’inedita Cuore
pellegrino)
1973: Un disco per l’estate (Tre parole al vento, terzo posto
in finale)
Mostra di Venezia (L’abitudine)
Concorso
UNCLA (La vita è una canzone)
Canzonissima (in finale con l’inedita Se tu
sapessi amore mio)
1974: Sanremo (Innamorati)
Un disco per l’estate (semifinalista con
Amore a viso aperto)
Canzonissima (in finale con l’inedita
Insieme noi)
1975: Un disco per l’estate (E se ti voglio, terzo posto in
finale)
Mostra di Venezia (Terre lontane)
E
qui si conclude il periodo d’oro delle gare canore, ma Mino tornerà a
Sanremo nel 1988 (Italia), 1990 (Vorrei), 1992 (Ma ti
sei chiesto mai), 2002 (La mia canzone).
Ciao, Mino. Non ti dimenticheremo
Fiorenzo Pampolini per 45 Mania
Sabato 31 Gennaio 2009