In America la trasmissione
con questo titolo, è uno dei maggiori successi della radio. Qualcosa di più,
anzi: è una specie di “breviario” degli appassionati di musica leggera.
Decine di milioni di
persone, giovani soprattutto, la seguono costantemente. E sarà sempre così,
dicono gli esperti, fino a quando si scriveranno canzoni, si pubblicheranno
dischi... Adesso
Hit Parade arriva in
Italia. Intendiamoci, l’idea soltanto: si prenderanno in considerazione
ovviamente le canzoni italiane e i giudizi saranno quelli del nostro pubblico.
Italiano anche il presentatore, l’animatore, il tuttofare della trasmissione. Un
personaggio di eccezione: Lelio Luttazzi. Ritorna alla radio dopo tanti anni e
dopo una catena di meritati successi alla TV ed è chiaro che il ruolo gli calza
a pennello. Essendo il Luttazzi – egli stesso lo sostiene in ogni occasione –
prima di tutto un musicista, appassionato di canzoni, di musica leggera...
Attraverso l’elaborazione dei dati raccolti con particolari sondaggi, sarà
completata la classifica delle 8 canzoni che hanno ottenuto maggiore successo in
Italia. Tale graduatoria sarà aggiornata di settimana in settimana sempre in
base al rilevamento statistico appositamente predisposto dalla RAI. Lelio
Luttazzi presenterà dunque al venerdì gli otto motivi più graditi del nostro
paese, mentre alle 12.15 di ogni domenica, sempre sul Secondo Programma,
replicherà in una speciale vetrina di Hit Parade le quattro canzoni che
occuperanno i primi quattro posti in vetta alla classifica.
E alle 13, in punto di
venerdì 6 gennaio 1967, per la prima volta al grido di “Hiiiiiiit Parade”, il
maestro Luttazzi inizia a snocciolare le prime otto posizioni della classifica.
I testi della trasmissione sono di Sergio Valentini, e la prima canzone regina è
Bang bang, nella versione di Dalida. Ma la stessa canzone vende molto
bene anche nella versione dell’Equipe 84.
Intanto, quella stessa
sera, Peppino De Filippo avrebbe dispensato i premi della Lotteria di Capodanno
nella finalissima di “Scala Reale”, la “Canzonissima” di quell’anno che si
sarebbe conclusa con la vittoria di Claudio Villa con Granada. Ma per il
“reuccio” non c’è spazio in “Hit Parade”. E a scalare l’Olimpo della musica
leggera saranno invece nel corso dell’anno alcuni debuttanti di “Scala Reale”,
come il quindicenne Massimo Ranieri, la ragazza del Piper Patty Pravo o la nuova
scoperta di Sergio Endrigo Marisa Sannia
Dalida rimane una sola
settimana sul trono della “Hit Parade”, nella settimana successiva prende il suo
posto Gianni Morandi con la canzone presentata in ottobre al Festival delle
Rose, ovvero C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones.
Va molto bene anche il lato B di questo 45 giri, Se perdo anche te,
cover di un pezzo di Neil Diamond.
Poi, arriva Sanremo, e per
9 settimane il primo posto della Hit Parade è occupato dal Cuore matto di
Little Tony, quando ancora non aveva bisogno di combattere il colesterolo. Ma in
primavera, Gianni Morandi si riprende il comando della classifica con Un
mondo d’amore, sigla di una trasmissione televisiva, che resta prima per 4
settimane. Intanto “Bandiera gialla” lancia una delle prime canzoni firmate
Mogol e Battisti, la mitica 29 settembre, nella versione dell’Equipe 84,
prima per tre settimane.
Le altre canzoni regine
della Hit Parade del 1967 sono A chi di Fausto Leali (4 settimane), La
mia serenata, con la quale Jimmy Fontana vince a giugno il “Disco per
l’estate” (una settimana), La coppia più bella del mondo (sei setimane al
primo posto per Celentano e Mori), Nel sole, della rivelazione di Saint
Vincent Al Bano (4 settimane), A whiter shade of pale dei Procol Harum (7
settimane), Parole, successo a sorpresa di Nico e i Gabbiani (tre
settimane), Senza luce dei Dik Dik (versione italiana del pezzo dei
Procol Harum, una settimana), Mama di Dalida (una settimana) e L’ora
dell’amore dei Camaleonti (cover di Hamburg ancora dei Procol Harum,
ben 9 settimane in vetta alla classifica).
E per oggi ci fermiamo
qui. Riprenderemo la storia della Hit Parade di Luttazzi sabato prossimo.