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Iniziative Editoriali

 
Fiorenzo Pampolini
Festival
(2010 - Autoprodotto)


 


 

Archivio Editoriali - 21 Maggio 2011

I MANIFESTI DI "GIOVANI"
(4. Dino)

Cari amici, eccoci ad un’altra puntata dedicata ai poster che la rivista settimanale “Giovani” regalava ai suoi lettori nella seconda metà degli anni Sessanta (si veda in proposito l’editoriale del 22 gennaio u.s.). Il protagonista di oggi è Dino, il manifesto fu allegato a “Giovani” nell’estate del 1966. Ed ecco cosa raccontano a proposito del giovane cantante veronese i due redattori della rivista Agostino Mantegazza e Lucio Salvini sul retro del poster.

La carriera di Dino, anzi di Eugenio Zambelli, è una delle più sconcertanti di questi anni. Secondo le ricette prefabbricate degli organizzatori discografici, un cantante o una canzone possono diventare popolari se vengono teletrasmesse almeno tre volte nel giro di un mese. Dino è un cantante arrivato alla popolarità apparendo raramente in TV: infatti per poter cantare in televisione bisogna aver compiuto 18 anni, tranne in occasioni particolari, e Dino li ha compiuti da poco.

Nato a Verona e scoperto ad Ariccia da Teddy Reno, Dino ha costruito il suo personaggio con pazienza. L’anticamera televisiva lo ha costretto ad attendere, nell’attesa si è formato il cantante, solo che invece di scoppiare dopo l’ingresso in TV, la popolarità di Dino è scoppiata prima. I suoi dischi, Eravamo amici, Te lo leggo negli occhi, Sai, sai, sai, Ma c’è un momento del giorno, sono letteralmente esplosi. In TV Dino c’è entrato poi di contrabbando: una serie di Caroselli lo ha fatto conoscere, anzi gli ha permesso di lanciare Il ballo della bussola, che è stato il suo grosso successo dell’estate scorsa (1965, n.d.r.).

L’avventura di Ariccia è nata quasi per caso. Dino mandò la quota d’iscrizione alla Festa degli Sconosciuti, così da sconosciuto qual era si trovò coinvolto nell’ingranaggio quasi per caso. L’anno prima la Festa degli Sconosciuti era stata vinta da una ragazzina di Torino che in pochi mesi era diventata la diva Rita Pavone, Dino vinse l’anno successivo.

Le componenti del successo di Dino sono due: la voce e l’aspetto fisico. La voce è portentosa, ha delle possibilità d’interpretazione e d’estensione abbastanza rare, il fisico è decisamente bello, in particolare gli occhi di un colore intenso tra il grigio, il verde e l’azzurro. Non appena apparso sulla piazza della musica leggera, Dino ha polarizzato su di sé l’attenzione di tutto il mondo dello spettacolo.

Il giovane cantante si trovò subito a dover scegliere tra un sacco di cose: il cinema e il teatro cercavano di attirarlo con ogni mezzo. Offerte importanti che non capitano tutti i giorni, che forse non capiteranno mai più nella vita. Fellini lo voleva a tutti i costi per un film, Visconti gli aveva fatto delle offerte per il teatro: tutte cose affascinanti ma Dino era arrivato ad Ariccia solo perché amava cantare e aveva sottoscritto al Concorso degli Sconosciuti solo perché poteva essere un mezzo per poter cantare. Il cinema e il teatro sono cose bellissime, ma troppo impegnative per chi le vuole fare sul serio e Dino il suo impegno lo aveva già messo nella canzone, quindi, dopo averci pensato su parecchio il giovanissimo veronese decide di rinunciare alle allettanti offerte. Se la TV ha deciso di fargli fare anticamera, meglio, così Dino ha tutto il tempo per prepararsi bene e non rischiare di essere uno di quei successi effimeri che durano sei mesi e poi spariscono. Chi ci rimette sono gli studi, Dino deve sacrificare parecchie ore alla sua preparazione musicale e questo va a scapito delle scuole, ma intanto il primo disco Eravamo amici va forte e anche la sua famiglia comincia a rendersi conto che la strada del giovane Zambelli è ormai segnata. Suo padre preferisce non ostacolare la carriera del figlio, per questo gli si affianca come amministratore e per tutelarlo negli interessi che lui, minorenne, potrebbe trascurare per inesperienza.

Gli interessi di Dino non sono più a Verona ormai; se la sua amica e celebre collega Gigliola Cinquetti non ha voluto lasciare la sua città Dino ha preferito puntare su Roma. A Roma c’è tutto: la casa discografica, Teddy Reno, e poi c’è quella benedetta televisione che ora può aprirgli le sue porte, la regola del minorenne non esiste finalmente più. Però il giovane cantante è rimasto legato a Verona, la sua simpatica città lo attrae sempre e appena può ci corre. Anche per cercare il suo nuovo complesso “I Rollicks” è tornato a Verona.

Prima Dino lavorava con i Kings, poi iniziarono contrasti di carattere, le loro strade si separarono e per un certo periodo Dino cantò da solo. Poi conosce The Misfeats, cinque ragazzi veronesi scatenati. Dino va ad ascoltarli ogni sera, discute con loro, dà dei suggerimenti che i ragazzi accettano e condividono. Fino a quando quattro di loro lo seguono a Roma, nasce così la formazione dei Rollicks: Vittorio Menegatti chitarra solista, Fabrizio Castellazzi chitarra ritmica, Silvano Strazzieri chitarra-basso e Giampaolo De Bastiani batteria.

Dino ha appena partecipato al Cantagiro 1966, girone A, con Chi più di me, classificandosi all’ottavo posto. La carriera di Dino proseguirà per diversi anni, a Sanremo debutta nel 1968 in coppia con Wilma Goich, con Gli occhi miei, mentre si trova già in Hit Parade con Il sole è di tutti.

Nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con la cover di The sound of silence (in italiano La tua immagine), mentre nel 1969 è tra i finalisti di Un disco per l’estate con Simone Simonette. Partecipa altre due volte alla rassegna di Saint Vincent, nel 1971 con Notte calda, e nel 1973 con Parla chiaro Teresa.

Intanto, nel 1972, a seguito di contrasti con la sua casa discografica, la RCA, passa alla Ariston, ma il suo periodo migliore può considerarsi concluso. Dino abbandona il mondo delle sette note e vi farà ritorno soltanto alla fine degli anni Ottanta, sull’onda del revival degli anni Sessanta.

CARTA D’IDENTITA’

Cognome: Zambelli

Nome: Eugenio

Nato a: Verona il 3.5.1948

Altezza 1,80

Peso kg. 70

Capelli biondi

Occhi grigio-azzurri

Hobby: cineamatore

Sport: Tennis

Segno zodiacale: Toro

E torniamo al Disco per l’estate del 1971, per ricordarvi di non perdere il sesto appuntamento con le canzoni in gara in quella edizione. Anche questa settimana sul nostro sito potete votare il vostro cantante preferito e confrontare poi la classifica di oggi con quella ufficiale di 40 anni fa.

E allora, mi raccomando…

VOTATE, VOTATE, VOTATE!

Appuntamento a sabato prossimo e buona settimana a tutti!

PS. Per saperne di più su “Un disco per l’estate 1971”, clicca qui:

http://www.45mania.it/discoestate1971.html

 

Fiorenzo Pampolini per 45Mania
Sabato
21 Maggio 2011

 

 

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