I MANIFESTI DI "GIOVANI"
(4. Dino)
Cari amici, eccoci ad
un’altra puntata
dedicata ai poster che
la rivista settimanale
“Giovani” regalava ai
suoi lettori nella
seconda metà degli anni
Sessanta (si veda in
proposito l’editoriale
del 22 gennaio u.s.). Il
protagonista di oggi è
Dino, il manifesto fu
allegato a “Giovani”
nell’estate del 1966. Ed
ecco cosa raccontano a
proposito del giovane
cantante veronese i due
redattori della rivista
Agostino Mantegazza e
Lucio Salvini sul retro
del poster.
La carriera di Dino,
anzi di Eugenio Zambelli,
è una delle più
sconcertanti di questi
anni. Secondo le ricette
prefabbricate degli
organizzatori
discografici, un
cantante o una canzone
possono diventare
popolari se vengono
teletrasmesse almeno tre
volte nel giro di un
mese. Dino è un cantante
arrivato alla popolarità
apparendo raramente in
TV: infatti per poter
cantare in televisione
bisogna aver compiuto 18
anni, tranne in
occasioni particolari, e
Dino li ha compiuti da
poco.
Nato a Verona e scoperto
ad Ariccia da Teddy
Reno, Dino ha costruito
il suo personaggio con
pazienza. L’anticamera
televisiva lo ha
costretto ad attendere,
nell’attesa si è formato
il cantante, solo che
invece di scoppiare dopo
l’ingresso in TV, la
popolarità di Dino è
scoppiata prima. I suoi
dischi, Eravamo amici,
Te lo leggo negli occhi,
Sai, sai, sai, Ma c’è un
momento del giorno, sono
letteralmente esplosi.
In TV Dino c’è entrato
poi di contrabbando: una
serie di Caroselli lo ha
fatto conoscere, anzi
gli ha permesso di
lanciare Il ballo della
bussola, che è stato il
suo grosso successo
dell’estate scorsa
(1965, n.d.r.).
L’avventura di Ariccia è
nata quasi per caso.
Dino mandò la quota
d’iscrizione alla Festa
degli Sconosciuti, così
da sconosciuto qual era
si trovò coinvolto
nell’ingranaggio quasi
per caso. L’anno prima
la Festa degli
Sconosciuti era stata
vinta da una ragazzina
di Torino che in pochi
mesi era diventata la
diva Rita Pavone, Dino
vinse l’anno successivo.
Le componenti del
successo di Dino sono
due: la voce e l’aspetto
fisico. La voce è
portentosa, ha delle
possibilità
d’interpretazione e
d’estensione abbastanza
rare, il fisico è
decisamente bello, in
particolare gli occhi di
un colore intenso tra il
grigio, il verde e
l’azzurro. Non appena
apparso sulla piazza
della musica leggera,
Dino ha polarizzato su
di sé l’attenzione di
tutto il mondo dello
spettacolo.
Il giovane cantante si
trovò subito a dover
scegliere tra un sacco
di cose: il cinema e il
teatro cercavano di
attirarlo con ogni
mezzo. Offerte
importanti che non
capitano tutti i giorni,
che forse non
capiteranno mai più
nella vita. Fellini lo
voleva a tutti i costi
per un film, Visconti
gli aveva fatto delle
offerte per il teatro:
tutte cose affascinanti
ma Dino era arrivato ad
Ariccia solo perché
amava cantare e aveva
sottoscritto al Concorso
degli Sconosciuti solo
perché poteva essere un
mezzo per poter cantare.
Il cinema e il teatro
sono cose bellissime, ma
troppo impegnative per
chi le vuole fare sul
serio e Dino il suo
impegno lo aveva già
messo nella canzone,
quindi, dopo averci
pensato su parecchio il
giovanissimo veronese
decide di rinunciare
alle allettanti offerte.
Se la TV ha deciso di
fargli fare anticamera,
meglio, così Dino ha
tutto il tempo per
prepararsi bene e non
rischiare di essere uno
di quei successi
effimeri che durano sei
mesi e poi spariscono.
Chi ci rimette sono gli
studi, Dino deve
sacrificare parecchie
ore alla sua
preparazione musicale e
questo va a scapito
delle scuole, ma intanto
il primo disco Eravamo
amici va forte e anche
la sua famiglia comincia
a rendersi conto che la
strada del giovane
Zambelli è ormai
segnata. Suo padre
preferisce non
ostacolare la carriera
del figlio, per questo
gli si affianca come
amministratore e per
tutelarlo negli
interessi che lui,
minorenne, potrebbe
trascurare per
inesperienza.
Gli interessi di Dino
non sono più a Verona
ormai; se la sua amica e
celebre collega Gigliola
Cinquetti non ha voluto
lasciare la sua città
Dino ha preferito
puntare su Roma. A Roma
c’è tutto: la casa
discografica, Teddy
Reno, e poi c’è quella
benedetta televisione
che ora può aprirgli le
sue porte, la regola del
minorenne non esiste
finalmente più. Però il
giovane cantante è
rimasto legato a Verona,
la sua simpatica città
lo attrae sempre e
appena può ci corre.
Anche per cercare il suo
nuovo complesso “I
Rollicks” è tornato a
Verona.
Prima Dino lavorava con
i Kings, poi iniziarono
contrasti di carattere,
le loro strade si
separarono e per un
certo periodo Dino cantò
da solo. Poi conosce The
Misfeats, cinque ragazzi
veronesi scatenati. Dino
va ad ascoltarli ogni
sera, discute con loro,
dà dei suggerimenti che
i ragazzi accettano e
condividono. Fino a
quando quattro di loro
lo seguono a Roma, nasce
così la formazione dei
Rollicks: Vittorio
Menegatti chitarra
solista, Fabrizio
Castellazzi chitarra
ritmica, Silvano
Strazzieri
chitarra-basso e
Giampaolo De Bastiani
batteria.
Dino ha appena
partecipato al Cantagiro
1966, girone A, con Chi
più di me,
classificandosi
all’ottavo posto. La
carriera di Dino
proseguirà per diversi
anni, a Sanremo debutta
nel 1968 in coppia con
Wilma Goich, con Gli
occhi miei, mentre si
trova già in Hit Parade
con Il sole è di tutti.
Nello stesso anno
partecipa alla Mostra
Internazionale di Musica
Leggera di Venezia con
la cover di The sound of
silence (in italiano La
tua immagine), mentre
nel 1969 è tra i
finalisti di Un disco
per l’estate con Simone
Simonette. Partecipa
altre due volte alla
rassegna di Saint
Vincent, nel 1971 con
Notte calda, e nel 1973
con Parla chiaro Teresa.
Intanto, nel 1972, a
seguito di contrasti con
la sua casa
discografica, la RCA,
passa alla Ariston, ma
il suo periodo migliore
può considerarsi
concluso. Dino abbandona
il mondo delle sette
note e vi farà ritorno
soltanto alla fine degli
anni Ottanta, sull’onda
del revival degli anni
Sessanta.
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CARTA D’IDENTITA’
Cognome: Zambelli
Nome: Eugenio
Nato a: Verona il 3.5.1948
Altezza 1,80
Peso kg. 70
Capelli biondi
Occhi grigio-azzurri
Hobby: cineamatore
Sport: Tennis
Segno zodiacale: Toro |
E torniamo al Disco
per l’estate del 1971,
per ricordarvi di non
perdere il sesto
appuntamento con le
canzoni in gara in
quella edizione. Anche
questa settimana sul
nostro sito potete
votare il vostro
cantante preferito e
confrontare poi la
classifica di oggi con
quella ufficiale di 40
anni fa.
E allora, mi
raccomando…
VOTATE, VOTATE, VOTATE!
Appuntamento a sabato
prossimo e buona
settimana a tutti!
PS. Per saperne di più
su “Un disco per
l’estate 1971”, clicca
qui: