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Iniziative Editoriali

 
Fiorenzo Pampolini
Festival
(2010 - Autoprodotto)


 


 

Archivio Editoriali - 20 Agosto 2011

ESTATE 1961
(Ricordi in libertà)

Cari amici, prendendo spunto dall’editoriale di sabato scorso torniamo a parlare dell’estate di 50 anni fa. Il 1961 è un anno di grandi eventi di carattere internazionale, dal primo uomo lanciato nello spazio dall’Unione Sovietica Juri Gagarin, alla costruzione del muro di Berlino. I grandi nomi sulla scena internazionale sono quelli del neo eletto presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, del leader dell’Unione Sovietica Nikita Kruscev, del “Papa buono” Giovanni XXIII.

In campo musicale, da rilevare tre debutti eccellenti: l’11 aprile a New York prima performance per Bob Dylan, il 2 agosto i Beatles tengono il loro primo concerto a Liverpool nello storico locale Cavern Club, il 31 dicembre prima esibizione dei Beach Boys.

In Italia, al Festival di Sanremo Adriano Celentano inizia la sua esibizione con le spalle rivolte al pubblico dimenandosi sulla strofa di Ventiquattromila baci, cosa mai vista prima. Se Domenico Modugno nel 1958 aveva dato il via a una nuova era per la canzone italiana al grido di “Volare oh oh”, ora altri nomi nuovi si affacciano sulla scena musicale spodestando le ugole d’oro degli anni Cinquanta.

E’ il periodo dei cantautori e degli urlatori. Alla prima categoria appartiene sicuramente Nico Fidenco del quale abbiamo parlato sabato scorso e che nell’estate del 1961 domina le classifiche di vendita non solo con Legata a un granello di sabbia, ma anche con Il mondo di Suzie Wong.

Avevo sette anni nel 1961, e ricordo che dai juke-box dei bagni Ausonia di Genova Prà dove mamma mi portava quasi ogni giorno arrivava sul bagnasciuga l’eco dei tormentoni di quell’estate. Due di essi furono anche i miei primi 45 giri, dopo che papà, assecondando la mia grande passione che già allora nutrivo per le “canzonette”, mi comprò un giradischi della Lesa, marca molto in voga in quel periodo.

Non esiste l’amor di Adriano Celentano e Chitarra romana di Connie Francis presero così a girare non so quante volte sul piatto del nuovo Lesa, e presto andarono a fargli compagnia alcuni altri titoli di quell’estate di 50 anni fa, Pera matura di Pino Donaggio, Pepito dei Machucambos (ma ne incise una versione anche Cocky Mazzetti), Moliendo cafè di Mina.

Intanto, anche i palinsesti radiofonici cambiavano radicalmente aspetto. Se fino alla fine degli anni Cinquanta le trasmissioni di musica leggera di radio RAI erano impostate su un direttore d’orchestra che accompagnava i cantanti della sua squadra, ora i nuovi protagonisti della musica italiana si ascoltano nelle rubriche “Album di canzoni”, “Ultimissime” e nelle vetrine promozionali delle varie Case discografiche.

Ad esempio, sfogliando un vecchio Radiocorriere Tv del 1958, vediamo nel palinsesto programmi musicali dal titolo “Orchestra diretta da Gianni Ferrio” che aveva in “scuderia” i cantanti Betty Curtis, Johnny Dorelli ed altri meno famosi, oppure “Orchestra diretta da Pino Calvi”, con i cantanti Nicola Arigliano, Sergio Bruni, Jula De Palma, Narciso Parigi, o ancora “Orchestra diretta da Dino Olivieri” con Wilma De Angelis, Bruno Pallesi, Emilio Pericoli, Luciano Virgili” e “Orchestra diretta da Gino Conte”, il maestro che aveva in squadra alcuni noti esponenti della canzone napoletana come Mario Abbate, Gloria Christian, Maria Paris.

Con la grande affermazione del prodotto disco, in modo particolare del 45 giri, la figura del direttore d’orchestra perde il suo ruolo di “caposquadra” e va ad agire più nell’ombra, mentre di contro il cantante diventa il protagonista assoluto della canzone a lui assegnata.

Non a caso si esaspera in questo periodo il fenomeno del divismo che in campo musicale troverà la sua consacrazione a partire dall’estate 1962 quando il patron Ezio Radaelli inventerà il Cantagiro proprio per portare in mezzo alla gente i divi canori dell’epoca.

E nell’estate 1961, oltre alle canzoni già citate, la radio e i juke-box diffondono le note di Surrender di Elvis Presley, del remake di Parlami d’amore Mariù di Peppino Di Capri, di Riviera di Umberto Bindi, del Tango della gelosia di Connie Francis, di Tu sai di Pino Donaggio, della colonna sonora del film “I magnifici sette” eseguita da Al Cajola.

Due giovani promesse della canzone italiana entrano in Hit Parade: sono Gino Paoli (già noto per Il cielo in una stanza e La gatta, entrambe del 1960) con Gli innamorati sono sempre soli e Ornella Vanoni (che si era fatta conoscere con le cosiddette “Canzoni della Mala”) con la celeberrima Senza fine. Paoli e la Vanoni intrecciano anche una relazione sentimentale. Entrambi incidono per la Ricordi, che mette in vetrina la sua produzione ogni lunedì pomeriggio alla radio in “Tavolozza musicale”.

Sabato prossimo torneremo al 1971 per rievocare la finale del Festivalbar.

Buona settimana a tutti.

Fiorenzo Pampolini per 45Mania
Sabato 20 Agosto 2011

GRANDE SUCCESSO PER "FESTIVAL" IL PRIMO LIBRO DI FIORENZO PAMPOLINI.

Visto che il buon Fiorenzo (almeno per ora) non ne parla nel suo editoriale, permettetemi di informarvi che il suo libro "FESTIVAL" che sino alla scorsa settimana era in vendita attraverso il nostro sito è da oggi esaurito. Coloro che hanno acquistato il volume si trovano ora fra le mani una fonte infinita di dati e di ricordi. Un vero tesoro da custodire. Ma visto l'ottimo successo, presto il volume, in un'edizione diversa da quella sin'ora disponibile ed in un formato più compatto,  sarà disponibile in tutte le librerie e quindi anche coloro che non sono riusciti ad entrare in possesso del libro potranno acquistarlo. Sicuramente vi daremo conto circa la data di uscita del volume. Nel frattempo ringrazio, anche e soprattutto a nome di Fiorenzo Pampolini, tutti coloro che attraverso 45 Mania hanno mostrato enorme interesse verso questa curatissima iniziativa.

Manlio Di Meglio per 45 Mania.

 

 

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