ESTATE 1961
(Ricordi
in libertà)
Cari amici,
prendendo spunto
dall’editoriale di
sabato scorso torniamo a
parlare dell’estate di
50 anni fa. Il 1961 è un
anno di grandi eventi di
carattere
internazionale, dal
primo uomo lanciato
nello spazio dall’Unione
Sovietica Juri Gagarin,
alla costruzione del
muro di Berlino. I
grandi nomi sulla scena
internazionale sono
quelli del neo eletto
presidente degli Stati
Uniti John Fitzgerald
Kennedy, del leader
dell’Unione Sovietica
Nikita Kruscev, del
“Papa buono” Giovanni
XXIII.
In campo musicale, da
rilevare tre debutti
eccellenti: l’11 aprile
a New York prima
performance per Bob
Dylan, il 2 agosto i
Beatles tengono il loro
primo concerto a
Liverpool nello storico
locale Cavern Club, il
31 dicembre prima
esibizione dei Beach
Boys.
In Italia, al Festival
di Sanremo Adriano
Celentano inizia la sua
esibizione con le spalle
rivolte al pubblico
dimenandosi sulla strofa
di Ventiquattromila
baci, cosa mai vista
prima. Se Domenico
Modugno nel 1958 aveva
dato il via a una nuova
era per la canzone
italiana al grido di
“Volare oh oh”, ora
altri nomi nuovi si
affacciano sulla scena
musicale spodestando le
ugole d’oro degli anni
Cinquanta.
E’ il periodo dei
cantautori e degli
urlatori. Alla prima
categoria appartiene
sicuramente Nico Fidenco
del quale abbiamo
parlato sabato scorso e
che nell’estate del 1961
domina le classifiche di
vendita non solo con
Legata a un granello di
sabbia, ma anche con
Il mondo di Suzie
Wong.
Avevo sette anni nel
1961, e ricordo che dai
juke-box dei bagni
Ausonia di Genova Prà
dove mamma mi portava
quasi ogni giorno
arrivava sul bagnasciuga
l’eco dei tormentoni di
quell’estate. Due di
essi furono anche i miei
primi 45 giri, dopo che
papà, assecondando la
mia grande passione che
già allora nutrivo per
le “canzonette”, mi
comprò un giradischi
della Lesa, marca molto
in voga in quel periodo.
Non esiste l’amor
di Adriano Celentano e
Chitarra romana
di Connie Francis
presero così a girare
non so quante volte sul
piatto del nuovo Lesa, e
presto andarono a fargli
compagnia alcuni altri
titoli di quell’estate
di 50 anni fa, Pera
matura di Pino
Donaggio, Pepito
dei Machucambos (ma ne
incise una versione
anche Cocky Mazzetti),
Moliendo cafè di
Mina.
Intanto, anche i
palinsesti radiofonici
cambiavano radicalmente
aspetto. Se fino alla
fine degli anni
Cinquanta le
trasmissioni di musica
leggera di radio RAI
erano impostate su un
direttore d’orchestra
che accompagnava i
cantanti della sua
squadra, ora i nuovi
protagonisti della
musica italiana si
ascoltano nelle rubriche
“Album di canzoni”,
“Ultimissime” e nelle
vetrine promozionali
delle varie Case
discografiche.
Ad esempio, sfogliando
un vecchio Radiocorriere
Tv del 1958, vediamo nel
palinsesto programmi
musicali dal titolo
“Orchestra diretta da
Gianni Ferrio” che aveva
in “scuderia” i cantanti
Betty Curtis, Johnny
Dorelli ed altri meno
famosi, oppure
“Orchestra diretta da
Pino Calvi”, con i
cantanti Nicola
Arigliano, Sergio Bruni,
Jula De Palma, Narciso
Parigi, o ancora
“Orchestra diretta da
Dino Olivieri” con Wilma
De Angelis, Bruno
Pallesi, Emilio
Pericoli, Luciano
Virgili” e “Orchestra
diretta da Gino Conte”,
il maestro che aveva in
squadra alcuni noti
esponenti della canzone
napoletana come Mario
Abbate, Gloria
Christian, Maria Paris.
Con la grande
affermazione del
prodotto disco, in modo
particolare del 45 giri,
la figura del direttore
d’orchestra perde il suo
ruolo di “caposquadra” e
va ad agire più
nell’ombra, mentre di
contro il cantante
diventa il protagonista
assoluto della canzone a
lui assegnata.
Non a caso si esaspera
in questo periodo il
fenomeno del divismo che
in campo musicale
troverà la sua
consacrazione a partire
dall’estate 1962 quando
il patron Ezio Radaelli
inventerà il Cantagiro
proprio per portare in
mezzo alla gente i divi
canori dell’epoca.
E nell’estate 1961,
oltre alle canzoni già
citate, la radio e i
juke-box diffondono le
note di Surrender
di Elvis Presley, del
remake di Parlami
d’amore Mariù di
Peppino Di Capri, di
Riviera di Umberto
Bindi, del Tango
della gelosia di
Connie Francis, di Tu
sai di Pino
Donaggio, della colonna
sonora del film “I
magnifici sette”
eseguita da Al Cajola.
Due giovani promesse
della canzone italiana
entrano in Hit Parade:
sono Gino Paoli (già
noto per Il cielo in
una stanza e La
gatta, entrambe del
1960) con Gli
innamorati sono sempre
soli e Ornella
Vanoni (che si era fatta
conoscere con le
cosiddette “Canzoni
della Mala”) con la
celeberrima Senza
fine. Paoli e la
Vanoni intrecciano anche
una relazione
sentimentale. Entrambi
incidono per la Ricordi,
che mette in vetrina la
sua produzione ogni
lunedì pomeriggio alla
radio in “Tavolozza
musicale”.
Sabato prossimo
torneremo al 1971 per
rievocare la finale del
Festivalbar.
Buona
settimana a tutti.
Fiorenzo Pampolini per
45Mania
Sabato 20
Agosto 2011

GRANDE SUCCESSO PER
"FESTIVAL" IL PRIMO
LIBRO DI FIORENZO
PAMPOLINI.
Visto che il buon
Fiorenzo (almeno per
ora) non ne parla nel
suo editoriale,
permettetemi di
informarvi che il suo
libro "FESTIVAL" che
sino alla scorsa
settimana era in vendita
attraverso il nostro
sito è da oggi esaurito.
Coloro che hanno
acquistato il volume si
trovano ora fra le mani
una fonte infinita di
dati e di ricordi. Un
vero tesoro da
custodire. Ma visto
l'ottimo successo,
presto il volume, in
un'edizione diversa da
quella sin'ora
disponibile ed in un
formato più compatto,
sarà disponibile in
tutte le librerie e
quindi anche coloro che
non sono riusciti ad
entrare in possesso del
libro potranno
acquistarlo. Sicuramente
vi daremo conto circa la
data di uscita del
volume. Nel frattempo
ringrazio, anche e
soprattutto a nome di
Fiorenzo Pampolini,
tutti coloro che
attraverso 45 Mania
hanno mostrato enorme
interesse verso questa
curatissima iniziativa.
Manlio Di
Meglio per 45 Mania.