Cari amici,
questa settimana parliamo di attualità. E’ vero che non esistono più i 45 giri,
ma la musica non ci abbandona mai. E’ cambiato il modo di ascoltarla, ed anche
il modo di produrla e di promuoverla, ma anche nel 2009, le canzoni continuano
(e, ci auguriamo, continueranno ancora per lungo tempo) ad essere composte e
interpretate.
Ed allora,
vogliamo occuparci in questa nostra nota settimanale, di “X Factor”, il talent
show di Raidue che, ormai da tre edizioni, lancia nel mondo della canzone, nuovi
talenti. Intanto, vorrei fare una prima considerazione: secondo i dati Auditel,
questa trasmissione non riscuote grandi ascolti, ed anche lo share non è molto
alto. Ebbene, io devo dire, che di “X Factor” sento parlare molto in giro, tra
colleghi, sui mezzi di trasporto. Saranno poi affidabili queste rilevazioni?
Ma entriamo
nel merito della gara. La vittoria è andata a Marco Mengoni, che durante le
dodici puntate della serie, ha dato diverse prove del suo talento: timbro di
voce, estensione vocale, capacità di adattarsi a qualunque genere. E’ riuscito
perfino a commuovere Mara Maionchi, con una particolare interpretazione de Il
nostro concerto di Umberto Bindi, ed anche nell’inedito delle ultime due
puntate (Dove si vola), ha potuto dimostrare tutte le sue doti vocali.
Devo dire
che non da meno è stato Giuliano: il suo duetto con Lucio Dalla ha saputo
emozionare parecchio gli ascoltatori, e sembra che stia già diventando uno dei
best-seller di YouTube. Il suo inedito dal titolo Ruvido è carino, e
penso che girerà molto sulle radio nei prossimi mesi.
Brave anche
le Yavanna, per le quali non c’è stata nessuna possibilità di superare due
titani come Marco e Giuliano. Si sente comunque che sono delle brave musiciste,
e il loro singolo Una donna migliore ha veramente un bell’arrangiamento,
e potrebbe diventare un successo dei prossimi mesi.
Peccato per
Silver, eliminato nella penultima trasmissione. Anche lui, pur non avendo forse
lo stesso talento dei suoi due compagni finalisti, ha dimostrato di sapersi
adattare a diversi generi. L’unica nota stonata, se così si può dire, mi è
sembrato il brano inedito che gli è stato affidato la settimana scorsa, una
canzoncina troppo semplice (e al primo ascolto, neppure troppo gradevole) che lo
ha portato dritto dritto all’uscita dalla trasmissione.
Note
positive anche per il presentatore e per i giudici. Francesco Facchinetti (l’ex
DJ Francesco di “Capitan Uncino”) è un ottimo padrone di casa, direi che lo vedo
molto meglio come conduttore che come cantante. Tra i giudici c’è stata qualche
inevitabile discussione, ma anche in questa edizione si è avuta conferma della
competenza (che talvolta sfocia nella presunzione) di Morgan, e della simpatia
di Mara Maionchi, mentre la professionalità e la classe di Claudia Mori non
hanno fatto rimpiangere la pur brava Simona Ventura.
Ora ci
aspettiamo di vedere Marco a Sanremo. Per ora è l’unico partecipante sicuro per
il Festival della Riviera dei Fiori, visto che il cast della prossima edizione è
ancora tutto da decidere. A questo proposito, mi permetto di dissentire sulla
ventilata ipotesi di ammettere in gara canzoni dialettali. Questo non significa
che in alcune canzoni ci possano essere citazioni in vernacolo (peraltro, questo
fatto non sarebbe una novità), ma sarebbe meglio evitare di trasformare l’unica
gara canora (che quest’anno festeggerà la sua 60esima edizione) in qualche cosa
di più rassomigliante ad una sagra di paese che all’evento musicale che si
svolge ormai dal 1951.
Tornando a
“X Factor”, il regolamento di quest’anno, che prevede appunto la partecipazione
del vincitore a Sanremo, ci ricorda il Festival di Castrocaro degli anni
Sessanta. All’epoca, infatti, i due cantanti meglio classificati al Festival
delle Voci Nuove, erano promossi direttamente al “Festivalone”.
Chissà che
per Marco non possa ripetersi l’esperienza di Gigliola Cinquetti, che vinse
Castrocaro nel 1963, e nel 1964, appena sedicenne, trionfò anche a Sanremo (e
subito dopo all’Eurofestival) con una canzone cucitale addosso dai suoi autori e
dai suoi discografici, ovvero Non ho l’età per amarti.
E a
proposito di vecchie canzoni, mi sembra giusto ricordare come molte di esse
siano state ricuperate proprio da “X Factor”, basti citare L’immensità, Io
vagabondo, Il nostro concerto e moltissime altre, a testimonianza che nel
periodo tanto caro ai “quarantacinquomani”, si sono scritte e interpretate tante
canzoni che ancora oggi non solo si riascoltano con immenso piacere, ma aiutano
anche tanti giovani artisti a mettere in mostra le loro capacità.
Concludiamo
con i nostri complimenti per Marco, al quale va ovviamente anche un grande “In
bocca al lupo” per Sanremo.
Ed eccoci
agli auguri di Buon Compleanno, che questa settimana vanno a...
5 dicembre:
Little Richard (77 anni)
6 dicembre: Nicola Arigliano (86), Irene Grandi (40),
Dennis Fantina (33)
7 dicembre:
Mike Fusaro (63), Tom Waits (60), Max Manfredi (53)