L'Editoriale
di Fiorenzo Pampolini
I BEATLES
SI CONFESSANO (1968: genio e sregolatezza dei Fab Four)
Cari amici,
ho trovato nella mia collezione di vecchie riviste, un articolo che racconta un
aspetto inedito della vita dei Beatles. Ve lo riassumo qui di seguito, così come
viene raccontato su un libro di Hunter Davies, uscito alla fine del 1968 in
Inghilterra. L’opera è una biografia autorizzata dei Beatles. Insieme a fatti
più o meno noti, questa biografia ci rivela lati ancora inediti e piuttosto
sconcertanti del quartetto di Liverpool. Le loro confessioni sono riferite in
prima persona, cioè con citazioni dirette da loro completamente avallate.
John Lennon
è senza dubbio il più anarchico del gruppo. Suo padre, Fred Lennon, un marinaio,
sposò Julia Stanley nel 1938. Poco dopo s’imbarcò per le Indie occidentali e la
moglie non ne seppe più nulla. Il 9 ottobre del 1940, durante un bombardamento
che fece crollare alcune case vicine, Julia dette alla luce un maschietto a cui
fu imposto il nome di John Winston, in evidente omaggio a Churchill. Più tardi,
Julia volle rifarsi una vita con un altro uomo e affidò il piccolo John alla
sorella Mimi.
John ammette
di essere stato un delinquentello precoce, un egocentrico, prepotente coi suoi
coetanei. A sette anni scrisse un libretto che illustrò da solo, e lui stesso
confessa che a quell’età girava per i negozi con la sua gang rubacchiando ciò
che capitava sotto mano. La musica era forse l’ultima delle sue ambizioni, si
sentiva più attratto verso la poesia e le arti figurative. In seguito,
ascoltando alla radio Johnny Ray e Frankie Laine, iniziò a interessarsi di
canzoni. “All’età di sedici anni – confessa ancora John – ero ubriaco quasi
tutte le sere”. Nel 1957, incontra per la prima volta Paul Mc Cartney.
Paul nacque
il 18 giugno 1942 in una clinica di Liverpool dove sua madre faceva
l’infermiera. Il padre, Jim, di giorno lavorava come operaio e di sera
arrotondava lo stipendio facendo il pompiere. Paul odiava la scuola. Donne,
denari e vestiti erano la sua più grande ambizione. Quando aveva 14 anni, la
madre morì di cancro, e Paul ricorda di essersi subito domandato come avrebbero
fatto a vivere lui e il fratello minore Michael con quel poco che guadagnava il
padre.
George
Harrison, nato nel febbraio del 1943 è, secondo la biografia di Davies, l’unico
Beatle con una famiglia pressappoco normale. Il padre aveva fatto di tutto: dal
galoppino al barbiere, dal mozzo al guidatore d’autobus. Ma anche George aveva
un carattere ribelle e lo dimostrava con la sua passione per gli abiti
sgargianti. Fu il primo dei quattro a portare i capelli lunghi. E già da
bambino, amava bere, confessa lui stesso: “All’età di dieci anni avevo già
bevuto abbastanza per il resto della mia vita. Probabilmente questa è la sola
ragione della mia attuale sobrietà”.
Ed infine
Richard Starkey, divenuto poi Ringo Starr e finalmente soltanto Ringo (per via
dei numerosi anelli che portava al dito). Nacque nel 1940 da genitori che si
divisero quando lui aveva soltanto tre anni. A sei anni è stato in coma per
quasi tre mesi in seguito ad una peritonite rimanendo poi confinato in ospedale
per più di un anno.
Anche Ringo
considerava il furto nei negozi una pratica normalissima, una volta sottrasse ad
una zia una collana di perle che rivendette per soli sei scellini. Dopo altri
problemi di salute, Ringo a 15 anni trovò lavoro su una nave come barista, e a
sedici anni era già completamente alcolizzato.
Anche Pete
Best, che faceva parte dei Beatles prima dell’ingresso di Ringo Starr, era
sempre ubriaco e intossicato da droghe stimolanti.
Fin qui la
sregolatezza, ma come non riconoscere la loro genialità? Gli esperti di musica
sono concordi nel sostenere che con i Beatles è nata una nuova concezione della
canzone moderna. I loro ultimi due long-playng sono stati accolti con veri
osanna da parte dei critici. Si tratta di una raccolta antologica, quasi
un’opera omnia in cui la ricerca degli effetti sonori regna sovrana, sulla
scorta di testi ora impegnati, ora sibillini, ora elegiaci. Gli album portano
come titolo semplicemente “The Beatles”, e raccolgono in tutto trenta
composizioni.
Intanto, i
quattro di Liverpool, che alla fine del 1968 sono in “Hit Parade” con Hey
Jude, si avviano verso la conclusione della loro avventura: ancora un anno e
mezzo di successi e poi nel 1970 ognuno andrà per la sua strada. E il nome dei
Beatles entrerà a far parte della storia della musica.
Ed eccoci
agli auguri di Buon Compleanno, che questa settimana vanno a ...
16 gennaio:
Katia Ricciarelli (64 anni) 17 gennaio: Françoise Hardy (66), Paul Young
(54) 18 gennaio:
Iva Zanicchi (70), Bobby Goldsboro (69) 21 gennaio:
Placido Domingo (69), Mauro Di Maggio (33), Jacopo Troiani (19) 22 gennaio:
Corrado Lojacono (86)
Buona
settimana a tutti!
Fiorenzo Pampolini per
45Mania Sabato 16 Gennaio 2010
LE NEW
ENTRY DELLA SETTIMANA
La scorsa settimana, come periodicamente è mia consuetudine,
ho voluto iniziare a ringraziare tutti coloro che mi accompagnano in
quest'avvincente avventura. E così dopo Fiorenzo Pampolini, Gianluca Barezzi ed
i ragazzi della Kookaburra Band, oggi concludo questi miei brevi riconoscimenti.
Apro con gli amici di Radio Elleuno, in rappresentanza dei
quali cito Alfio Vinci ed Antonio Blanco vere anime di questa fantastica
emittente. Ho nominato solo loro, ma è come se li nominassi tutti. Oramai Radio
Elleuno è per noi una presenza irrinunciabile nelle nostre giornate e ce ne
siamo accorti quando per un breve periodo, a causa di problemi tecnici, ha
dovuto sospendere le trasmissioni. Radio Elleuno, con una programmazione
variegata e spumeggiante, non ha nulla da invidiare ai rinomati network. L'unica
differenza sta nel "piccolo" particolare di riuscire a confezionare un
prodotto altamente professionale con mezzi economici notevolmente inferiori ad
un grande network. Ma l'immane lavoro ed i grandi sacrifici di chi è l'anima di
Radio Elleuno, colmano in maniera completa questo gap. Lo so. Qualcuno dirà che
parlo bene di loro perché sono miei amici ed anche perché su Radio Elleuno è
presente un piccolo spazio dedicato a 45 mania. Ma, fermo restando che non
rinnego affatto l'amicizia della quale, anzi, sono molto orgolgioso, invito
tutti voi a sintonizzarvi su Radio Elleuno per verificare in prima persona che
quelle da me sin qui dette non sono semplici parole, ma veri e propri fatti. Gli
amici siciliani possono farlo con un comune apparecchio radio sintonizzandosi
sui 99,2 Mhz in FM. Chi non ha la fortuna di vivere in quello splendido pezzo
d'Italia, può comunque ascoltare Radio Elleuno, utilizzando la moderna
tecnologia che Internet ci offre, collegandosi al sito
www.radioelleuno.it (da visitare comunque
perché molto ben fatto). In streaming Radio Elleuno è ascoltabile anche
dalla home-page di 45 Mania.
Dall'amata Sicilia, ci fermiamo nel Lazio. E se gli amici di
Radio Elleuno la radio la fanno vivere attraverso il loro palinsesto, Carlo
Coletta le radio le ripara. Specialmente quelle d'epoca. Alcune di loro, non
avendo la moderna Modulazione di Frequenza, non potrebbero ricevere Radio
Elleuno, ma altre (di poco più moderne) sicuramente si. Carlo Coletta cura il
sito suo ottimo sito, raggiungibile all'indirizzo web
www.radioedintorni.it,
che senza ombra di dubbio è un punto di riferimento per coloro che amano questi
apparecchi, alcuni dei quali sono dei veri e propri pezzi di arredamento. La
tecnologia ha fatto passi da gigante: oggi la radio la si può ascoltare anche
attraverso un minuscolo telefonino. Ma fino a qualche decennio fa non era
proprio così. Ed è proprio lì che bisogna cercare le "vere radio", intese come
apparecchi riceventi. Basta accenderle: la scala delle frequenze si illumina e
dopo qualche secondo di attesa per permettere alle valvole di andare in
temperatura, ecco che gradualmente si inizia ad ascoltare suono profondo e
cristallino, che i moderni apparecchi nemmeno si sognano. Nell'era dell'usa e
getta, abbiamo bisogno di persone come Carlo, che con competenza e passione,
danno nuova vita a questi gioielli, uno dei quali è in mio possesso e funziona
in modo eccelso proprio grazie a lui.
Il terzo ed ultimo amico che voglio ringraziare è Claudio
Tosato. E se, in qualche modo, il comune denominatore che accomunava Radio
Elleuno a Carlo Coletta era la radio, ce ne un altro che accomuna Carlo Coletta
a Claudio Tosato. Non è certamente la regione di appartenenza, visto che
lui vive in Veneto, ma la passione nel riparare e ridare vita agli oggetti. E se
in Carlo Coletta questa passione era indirizzata alle radio, in Claudio Tosato è
rivolta ai Juke-Box. Il caro Claudio è veramente un'autorità in materia. Lui è
capace di "riavvolgere il nastro" e di ridare ad un rottame tutto lo splendore
iniziale ed oggi è uno dei pochi rimasti che sa mettere mano in quei complicati
meccanismi che sono proprio di un juke-box. Vi assicuro che è un "folle
scatenato". Avendo, da poco, aperto un negozio a Venezia lui trasporta questi
pesantissimi bestioni su di una barca (come potete vedere un un filmato presente
su YouTube). Ma la sua competenza è senza limiti, riconosciuta anche in campo
internazionale. Claudio è stato oggetto anche di diversi interviste su
importanti giornali ed abbiamo avuto anche l'occasione di ammirarlo in TV, su
Rai 2, nel programma presentato da all'ora di pranzo da Giancarlo Magalli.
Inutile dire che, come avvenuto per Carlo Coletta con la radio, anche il mio
jukebox ha beneficiato delle sue cure ed oggi gode di ottima salute. Ovviamente
anche Claudio è presente sul web all'indirizzo
www.mtjukebox.it
M. Di Meglio per 45 Mania
|