L'Editoriale
di Fiorenzo Pampolini
MA CHE
MUSICA MAESTRO - PICCOLA STORIA DI CANZONISSIMA
Anche quest’anno,
l’Epifania, fedele alla sua tradizione, tutte le feste si è portata via, e tutti
noi siamo pronti a riprendere le nostre attività quotidiane. E mentre la Carrà,
ci sorride dai teleschermi per la puntata finale di "Carramba che fortuna", la
mente torna indietro di parecchi anni, a quelle serate della Befana degli anni
Sessanta, alle edizioni storiche di Canzonissima, ai mitici scontri tra Claudio
Villa e Gianni Morandi, tra Massimo Ranieri e Nicola Di Bari. Fino al 6 gennaio
1975, il popolare spettacolo abbinato alla Lotteria Italia, siglava ogni anno la
fine delle feste per tutti e l’inizio della festa per i fortunati possessori dei
biglietti vincenti.
Correva l’anno 1956, quando la
RAI organizzò la prima edizione di un concorso canoro abbinato alla Lotteria di
Capodanno dal titolo "Le canzoni della fortuna", in onda soltanto alla radio.
L’anno successivo, la manifestazione approda in TV con il titolo "Voci e volti
della fortuna", e mette in gara diverse voci nuove presentate da Enzo Tortora e
Silvio Noto.
Nel 1958, ecco il mitico
titolo "Canzonissima", con il trionfo della regina Nilla Pizzi, in gara con
L’ edera. La TV ha soltanto quattro anni di vita, e sta conquistando
gli italiani con una serie di spettacoli indimenticati e indimenticabili come il
famoso quiz "Lascia o raddoppia", il gioco "Il musichiere", i primi telefilm, i
primi romanzi sceneggiati, tutto rigorosamente in bianco e nero.
"Canzonissima"
diventa ben presto un varietà-cult della nostra TV, un mix di spettacolo,
varietà e gara canora che, da ottobre a dicembre, inchioda ogni sabato sera
davanti ai teleschermi milioni e milioni di telespettatori.
Memorabili alcune edizioni,
come quella del 1959, condotta da Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli,
quella del 1966, ribattezzata "Scala reale", condotta dal grande Peppino De
Filippo, e che lanciò nuovi nomi come Amedeo Minghi, Massimo Ranieri e Patty
Pravo, o quella del 1970, vista da ben 27 milioni di telespettatori, condotta da
Corrado e Raffaella Carrà. Con il boom del 45 giri, "Canzonissima" si fa sempre
più avvincente, come alla fine degli anni Sessanta, quando la sfida finale tra
Gianni Morandi e Claudio Villa era diventata ormai una seguitissima tradizione
della sera della Befana, dividendo in due l’Italia, i giovani a fare il tifo per
il ragazzo di Monghidoro e i "matusa" schierati dalla parte del reuccio.
Poi, intorno alla metà degli
anni Settanta, inizia il declino. I dirigenti della RAI, in quell’epoca, si
mettono in testa di moralizzare la vasta platea televisiva riducendo le ore dei
programmi cosiddetti di evasione: ecco dunque le telecamere accese per una sola
sera al Festival di Sanremo e per le altre rassegne canore di quegli anni. Un
provvedimento che, a guardare i palinsesti televisivi di oggi, fa sicuramente
sorridere, ma che allora non risparmiò neppure "Canzonissima", dapprima
retrocessa dal sabato sera alla domenica pomeriggio, e poi definitivamente
eliminata.
Sono passati ormai 34 anni da
quel 6 gennaio 1975, quando la Carrà, conduttrice insieme a Cochi e Renato e a
Topo Gigio dell’ultima edizione di "Canzonissima", proclamò la vittoria del duo
Wess e Dori Ghezzi con Un corpo e un’anima. Da allora, per la nostra
musica leggera, per la canzone italiana, sono cambiate molte cose. La RAI ha
perso il monopolio, le radio private si sono moltiplicate, il vinile ha ceduto
il posto prima al CD e poi all’mp3, i juke-box hanno abdicato in favore dei
video-clip, tante manifestazioni canore hanno chiuso i battenti rendendo sempre
più difficile l’affermarsi di nuovi talenti che prima avevano a disposizione
importanti piste di lancio come appunto i tanti concorsi canori degli anni
Sessanta e Settanta.
Qualcuno parla di crisi della
musica. No, cari amici, la musica non conosce crisi. E se è vero che ormai si
vendono pochi dischi perchè le canzoni vengono scaricate in maniera più o meno
legale da Internet, è altrettanto vero che si va verso un ulteriore e radicale
cambiamento, legato al nuovo modo di approccio alla produzione musicale.
Dall’inizio del Novecento fino a pochi anni fa, si è passati dal fonografo a
manovella, al mitico 45 giri, al CD. Nel nuovo millennio, la musica è
soprattutto internet, una inevitabile evoluzione della quale dovranno tener
conto sempre di più gli addetti ai lavori perchè la crisi della discografia (e
non della musica) possa essere superata.
Fiorenzo Pampolini per 45 Mania Sabato 10 Gennaio 2009
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